Casa Bonomi. Un esperimento riuscito.
Nei giorni scorsi "Casa Bonomi", mostra-evento targata MG Art, ha chiuso i battenti. L'appartamento di Via Cesare Correnti 14 che per oltre un mese è stato casa, studio, laboratorio, luogo d'incontri e di scambi nel nome dell'arte e dell'inesauribile creatività dell'artista novarese Corrado Bonomi, si prepara ad altro. Altri, viaggi, altre avventure, altre proposte torneranno ad animare questo nuovo spazio dedicato al pensiero e all'emozione che si è aperto nel centro storico milanese. Intanto, come si dice in queste circostanze, è tempo di bilanci. E se l'affluenza del pubblico e il buon riscontro mediatico hanno dato ragione agli artefici del progetto (su tutti i curatori, Chiara Buzzi e Luigi Cerutti ed ovviamente la MG Art di Massimo Giacomini) proprio questi risultati impegnano ad andare avanti, a non tralasciare quelle linee guida che fanno dell'esperienza di MG Art una proposta aperta a una moltitudine di possibilità.
L'arte contemporanea soffre di autoreferenzialità, sentenziano molti intellettuali. Philippe Daverio, su Undo.net fa queste affermazioni "L'arte contemporanea non interessa più perché per la prima volta le arti visive sono arretrate rispetto agli altri linguaggi artistici ed essa è entrata nel circuito vizioso nel quale era entrata la musica contemporanea negli anni Settanta, quando i compositori erano felicissimi di avere le sale vuote, così quei pochi erano garanzia di qualità intellettuale". Difficile dargli completamente torto, eppure i tentativi di uscire da un circuito di pochi eletti è doveroso. In Casa Bonomi sono passati in tanti: molti addetti ai lavori, ma anche gente comune, appassionati d'arte e studenti. Tra gli ospiti che in questo mese hanno frequantato la Casa, ci sono stati i bambini (lo abbiamo documentato in una piccola fotocronaca) e si sono trovati subito a proprio agio. E questo qualcosa vorrà pur dire?
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